,

Erboristeria: antenata della farmacologia

Molto spesso ci affidiamo ai farmaci senza chiedere se questi abbiano effetti indesiderati sul nostro corpo, in effetti i bugiardini riportano molte indicazioni in merito, ma noi sembriamo dimenticarcene. Siamo ormai abituati a volere tutto e subito, se abbiamo mal di testa, vogliamo che ci passi in un attimo perché la società vuole che noi ripartiamo subito. La società ci vuole veloci e efficienti. Vi pongo due domande:

  • ma da chi è composta la società da individui o da aziende?
  • ma se andiamo veloce ci godiamo il viaggio oppure vediamo tutto sfuocato passarci accanto?

Ognuno di noi può scegliere come vivere la propria vita che è preziosa e va vissuta con passione.

Possiamo perciò decidere se prendere un farmaco al primo mal di testa, raffreddore, ecc. oppure se fermarsi, rallentare e curare il corpo in modo naturale andando a ripristinare il normale funzionamento immunitario.

Il nostro corpo è meraviglioso, ci manda segnali in continuazione e siamo in dovere di ascoltarlo e ripristinare l’omeostasi in maniera più naturale possibile, non andando cioè a interferire con sostanze sintetiche. Certo, i farmaci sono veramente importanti, dei salvavita in molte situazioni, purtroppo oggi c’è un abuso di tali sostanze con conseguenze importanti sulla salute delle persone e sulle future generazioni (figli che nascono da genitori che prendono molti farmaci, bambini che prendono molto farmaci e non rinforzano il proprio sistema immunitario).

Come agiscono le piante:

  • Lavorano sullo squilibrio andando a rinforzare l’apparato interessato.
  • Lavorano sugli apparati collegati.
  • Stimolano le naturali difese dell’organismo non andando a sostituirsi a esse.
  • Non danno una risposta immediata, ma mediata nel tempo.