Spesso mi chiedo come mai le persone, a un certo punto della loro vita, si trovino a dover escludere a priori qualcuno che non conoscono dalla propria vita.

I bambini NON si preoccupano delle differenze di religione, di etnia o di lingua anzi sono curiosi della diversità e si preoccupano solo di stare con gli amici. Se poi gli amici si comportano in maniera sgarbata o fanno dispetti ci rimangono male. Ho notato però che tendono a dare una seconda occasione, poi una terza, una quarta e così via, in realtà finché non crescono. Vivono il presente con le persone che hanno intorno in quel momento.

Come sarebbe bello se anche gli adulti riuscissero in questo. Invece, a un certo punto, tra le scuole medie e le superiori, inizia a cambiare qualcosa. Alcuni ragazzi e ragazze iniziano a formare i primi gruppetti per affinità poi i gruppi si “sfidano” tra loro. Chi è vestito con uno stile preciso, chi fa sport, chi è appassionato di informatica, ecc. Nei film americani si vede molto questo aspetto.

Mi domando: CHE RIPERCORRANO LA FILOGENESI UMANA?!

Credo proprio di sì.

Si creano popoli per differenza di lingue, etnia, ricchezza e poi combattono per la supremazia.

Vorrei insegnare ai miei figli, con esempi pratici quotidiani, che ancora inseguo, a essere sempre come adesso: inclusivi per natura, amanti della vita per natura, rispettosi di sè e degli altri per natura. Vorrei si ricordassero come sono adesso e che rimanesse loro questa sensazione.